Arte Dissacrante

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Oggi mentre cercavo in rete immagini di Santa Lucia (volevo solo capire questi occhi sul piattino di chi sono, visto che lei è sempre rappresentata con gli occhi al loro posto…), mi sono imbattuta in alcune forme artistiche…particolari. Particolari traduce la mia difficoltà nel definirle.

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La mostra si sarebbe dovuta chiamare “The plastic religion”, mostra di 2 artisti di Rosario (Argentina), Pool e Marianela.

Questi due simpaticoni hanno creato delle barbie religiose (QUI uno degli articoli che parla di queste opere, ma basta che le cerchiate su google), ovvero i cari Barbie e Ken (ma anche la pupetta Kelly) rappresentati in vesti e posizioni religiose, di tutte le religioni eh, non solo cristiani, ma anche divinità induiste, o personaggi non riconosciuti ufficialmente da alcuna religione.

Dopo un turbamento iniziale, mi sono sfuggite 4 risate, immaginandomi bambina a ricevere barbie Santa Lucia come regalo!

Detto questo, ovviamente e poco clamorosamente, sono stati denunciati, ma non dalla Mattel (come sarebbe stato palese), ma da esponenti religiosi, in particolare QUI potete leggere l’articolo poco imparziale.

Ora, io non apprezzerei questa mostra nel modo dovuto, ma la ritengo comunque un’idea simpatica e sicuramente originale, e nonostante questa notizia sia del 2014, spero che i 2 continuino con la loro dissacrante ironia a produrre opere, che se non possiamo chiamare “d’arte” riescano almeno a strapparci un sorriso!

LE BUFALE SU FACEBOOK

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Il punto di vista di uno sconosciuto

Lavoro da 15 anni nell’informatica, ma questo non fa di me un’esperta in sicurezza informatica, però mi permette di prendere alcuni accorgimenti tecnici che magari a qualcuno “non dell’ambiente” non verrebbero in mente.

Ma ci sono alcune cose, molto semplici, che in realtà possono essere fatte da chiunque.

Quando vedo una notizia pubblicata su FB da qualcuno dei miei contatti, la prima cosa che faccio è APPROFONDIRE.

Come si fa? Molto semplice, basta accedere ad un motore di ricerca (per i meno avvezzi alle terminologie di internet, un motore di ricerca, è un sito internet che permette di cercare informazioni sul web, come per esempio GOOGLE), digitare il titolo della notizia che abbiamo appena visto e cliccare sul pulsante cerca. Questa è una prima ricerca, oserei dire basilare, e il risultato è che cominceremo a scoprire se è una notizia diffusa, se ne parla qualcuno, e, se è una bufala potremmo anche scoprirlo già da qui.

Se abbiamo il fortissimo dubbio che sia una bufala, oltre al titolo della notizia, possiamo scrivere anche la parola BUFALA, in modo che il motore di ricerca individui le pagine che hanno già verificato se si tratti o meno di una bufala.

Se non troviamo nulla di particolare sulla nostra notizia, possiamo andare direttamente su alcuni siti internet che verificano le notizie, aiutandoci a capire se sono notizie vere o bufale.

Abbiamo per esempio:

www.attivissimo.net

www.bufale.net

http://bufalopedia.blogspot.it/

www.butac.it

https://bufaleedintorni.wordpress.com/

http://www.queryonline.it/

https://bufaledelmattino.wordpress.com/

http://attentiallebufale.it/

Premetto che non collaboro con nessuno di questi siti, e che non conosco direttamente nessuno di quelli che li gestiscono, ma li amo alla follia, soprattutto perché mi evitano, molte volte, lo sbattimento di andare a fare ricerche sulle notizie: accedo ai loro siti, cerco la notizia, e mi servono già sul piatto d’argento se la notizia è vera o è una bufala.

PERCHÉ SMASCHERARE UNA BUFALA?

Io mi sono posta un’altra domanda, perché vengono create?

Io mi sono data un paio di risposte abbastanza semplici, e valide a seconda della tipologia di bufala.

PRIMA IPOTESI: La bufala viene creata per guadagnarci qualcosa. Questa è una risposta abbastanza generica, valida un po’ per tutto. Infatti grazie alle pubblicità presenti su alcuni siti/blog, il proprietario del sito può (e non sto a dare spiegazioni in merito) guadagnare in base agli accessi al suo sito e ai “click” effettuati sul suo sito. Immaginatevi anche solo un ipotetico centesimo, per una notizia che viene cliccata da un milione di utenti su FB o TWITTER… se la notizia/bufala è creata bene, non si fa fatica a raggiungere certe cifre!

SECONDA IPOTESI: oltre a guadagnarci qualcosa aiuto a mantenere alta la paura nella gente, e la pura rende deboli. Vogliamo pensare a tutti i post su presunti stupri e furti da parte di immigrati, che si sono rivelati poi falsi (e vi assicuro che per mia personale esperienza stiamo parlando dell’80% dei casi). Cosa si ottiene buttando in rete una notizia del genere? Si ottiene che l’immigrato è cattivo e violento e viene qui per rubarci il lavoro, la donna (o l’uomo) e la casa. Il problema di queste notizie è che la paura è purtroppo già alta, e quindi si diffondono ad una velocità impressionante, e se una persona qualunque (come me) tenta di spiegare che la notizia è falsa, che in percentuali i criminali e stupratori sono in maggioranza italiani, si sente rispondere che..

  • Va beh questa è falsa ma se ne sentono tante in giro
  • Sono comunque troppi, non è successo stavolta ma succederà comunque
  • Ecco abbiamo già i nostri criminali perché prenderci anche questi?

Risposte che mi hanno dato direttamente, e a cui non si riesce a controbattere, perché, qualsiasi cosa tu dica, loro non cancellano la notizia falsa, restano dell’idea che l’immigrato è un criminale, e vivono nel terrore, e questo purtroppo fa comodo solo a chi ci governa…

TERZA IPOTESI: ci sono delle necessità commerciali che spingono qualcuno a creare una bufala per poter vendere o non vendere un determinato prodotto. Ecco qui forse si apre una parentesi molto più grande, e oltre alle bufale ci mettiamo anche i falsi allarmismi. Prendiamo ad esempio la mucca pazza… la mangiamo da 50 anni e la mangeremo per il resto dei nostri giorni, ma chissà perché al popolo la notizia è stata data solo per un certo periodo, è arrivata, ha ucciso per un determinato periodo una certa fetta di mercato, e poi è scemata. Ed evito di parlare di Sars, aviaria, influenze tropicali o altre cose del genere. Chi ci guadagna in tutto questo? Le industrie farmaceutiche, o le industrie che vogliono boicottare in qualche modo dei potenziali concorrenti…

Io non mi reputo un’esperta, ma un po’ ci ragiono, soprattutto in questo periodo dove la crisi e la disperazione portano la gente a credere un po’ a tutto, forse per cercare un capro espiatorio per la propria situazione, o non so per quale altro motivo.

FOTTI-IL-SISTEMA-STUDIA

Un certo signor Socrate diceva che “L’intelligenza ci rende liberi, l’ignoranza ci rende schiavi”. Un popolo ignorante è un popolo facilmente governabile, un popolo ignorante, fa solo il gioco dei potenti!

Avevo smesso, ma sto ricominciando!

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Avevo un po’ perso le speranze, dopo quasi 20 anni in cori di vario genere, tante soddisfazioni, ma anche tante delusione, mi ero convinta che non ne valeva più la pena, e che alla fine a qualsiasi livello le cose vanno così. Poi quasi per caso, e quasi per gioco, mi sono fatta regalare un Ukulele, abbiamo organizzato una seratina con un amico e…forse stavolta è la volta buona come si suol dire.
Nessuna pretesa, solo buona musica, un gruppo di amici, una chitarra, un pianoforte e un mojito schifoso da bere, eppure ci siamo divertiti, abbiamo suonato e cantato e stamattina mi sono svegliata con il sorriso, con la voglia di riprendere a cantare, con la voglia di divertirmi. forse perchè stavolta è stata coinvolta anche la mia dolce metà, o forse perchè non c’è nessuna pretesa di fondo, non so il motivo preciso, e forse non mi interessa nemmeno saperlo, sta di fatto che c’è la voglia di ricominciare🙂
E quindi ben vengano le dita doloranti per la mia prima lezione di ukulele, e ben venga anche il fatto che ho bisogno di riprendere a cantare seriamente se voglio riuscire a cantare in un modo decente, perchè dopo un anno di stop completo, ci vuole un attimo per riprendere!
Ma va bene così, via, si riparte, e speriamo che questa sia veramente la volta buona🙂

I flussi migratori del pre-fascismo

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OTTOBRE 1912: relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione al Congresso Americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti.

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali…
…….Si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.
Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purché le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.
Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione.

Omertà

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Parola dal significato interessante.

solidarietà, silenzio su mancanze, colpe altrui per salvaguardare propri interessi, per timore di conseguenze negative ecc. | forma di solidarietà propria della malavita, per cui si mantiene il silenzio su un delitto o sulle sue circostanze in modo da ostacolare la ricerca e la punizione del colpevole

Etimologia: ← forse forma napol. di umiltà, per indicare sottomissione alle regole della camorra

Ora, al di là dell’etimologia (io adoro i Napoletani), e al di là del significato prettamente legato alla malavita, mi soffermo sul significato principale della parola, e quello che più si può riscontrare nella vita quotidiana…

silenzio su mancanze, colpe altrui per salvaguardare propri interessi

Il problema è sempre lo stesso (purtroppo…).

Tutti siamo bravi e capaci di lamentarci per i problemi (lavorativi, sociali, statali, politici etc), ma nessuno si prende la briga di esporre le proprie opinioni, i propri motivi, di dire apertamente cosa c’è che non va. E quei pochi che lo fanno passano per dei coglioni!

Stanca…decisamente troppo stanca…

E quindi può capitare che il “signor BREBEMI” dopo aver devastato le campagne del bresciano e del bergamasco, dopo aver espropriato terre a destra e a manca, arrivi un bel giorno a fare una seminario sulla bellezza e sul recupero del territorio, con tanto di assessori e ministri al seguito! E quando lo fai notare (a gente che fino al giorno prima lo insultava) ti senti dire “e vabbè..è un vanto per il paese”.

E capita anche che in un ufficio con 100 persone circa, di cui una cinquantina sono consulenti, ci siano almeno 10 persone (il 10% non è poco!) che non fanno un cazzo dalla mattina alla sera (io sono una di queste) non per “non voglia” ma perchè non viene assegnato nulla da fare e non vengono nemmeno date le conoscenze per poter essere pro-attivi, mentre ci sono persone super-indaffarate che si curano il loro orticello senza divulgare minimamente le proprie conoscenze. E capita di parlare con qualcuno che di lavoro ne ha (via mail o messaggeria istantanea), che ti dà ragione, che si dispiace, che ti sta vicino…ma prima di chiudere la conversazione ti chiede cortesemente di cancellare la cronologia della conversazioni O.o .

E capita di essere parecchio stanchi di tutto questo, stanca di non avere nulla da fare in primis, ma stanca anche di chi “si accontenta” e mi dice di accontentarmi “perchè tu almeno il lavoro ce l’hai”. Vero, verissimo, ma è 15 anni quasi che faccio questo lavoro, sono stata contesa da clienti e datori di lavoro, ho ottenuto un certo rispetto e una certa posizione perchè mi sono sempre fatta il culo, e sinceramente a me questa situazione non piace! Non mi piace rubare i soldi passando le mie giornate a scaldare la sedia, e non mi piace questo silenzio assenso di tutti quelli che sono nella mia stessa situazione!

Signore e signori, questa si chiama omertà, e se il termine non vi pace perchè lo associate alla mafia…fatevi una domanda, e datevi una risposta da soli. Va tutto avanti così, perchè la maggior parte della gente, purtroppo è così! Far valere i propri diritti, e cercare di migliorare, non implica la maleducazione o la stronzaggine, lo si può fare in modi rispettosi ed educati, e questo, vi assicuro, in qualsiasi ambito in cui decidiate di applicarlo!

Detto questo…vado a parlare col capo!

Je suis Charlie

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charlie

#jesuischarlie

#inaltolepenne

Mi ero ripromessa di non scrivere troppo su questa faccenda, non per menefreghismo o codardia, ma perchè tutto sembrava già essere stato detto, ma voglio dire anche la mia opinione, che poco si discosta da quella di molti amici.

A chi dice “se la sono cercata” rispondo: SI ALLA SATIRA!

Direi che questa è la base, la satira, l’ironia e l’auto-ironia.

A quelli che dicono “se la sono cercata” rispondo che fino a prova contraria c’è libertà di parola e di pensiero, e che se fossero stati intelligenti avrebbero potuto combattere ad armi pari utilizzando la stampa e l’editoria, e non sparando! Se tutti dovessero reagire in questo modo, ci sarebbe molta meno gente al mondo! Allora sì alla satira contro i politici e no a quella a sfondo religioso? Questione di punti di vista e di coerenza…

A quelli che invece si indignano oggi perchè quei cattivoni dei musulmani si sono offesi per quelle vignette (esulando dall’attacco alla redazione) pongo una domanda: siete proprio sicuri che tutti voi non vi sareste indignati se avessero colpito qualcosa in cui credete e a cui tenete? Io le vignette sugli omosessuali se sono intelligenti e fatte bene le pubblico senza offendermi, quando la satira è bella e fatta bene, è una forma d’arte! Quindi prima di criticare le reazioni altrui, pensate alla vostra se dovessero colpire qualcosa che sentite vostro!

Io non conoscevo il giornale francese prima dell’attentato, ho avuto modo di andare a sbirciare sulla rete, e ho trovato diverse vignette che personalmente non sono di mio gusto, ma ne ho trovate anche molte che professano in qualche modo l’amore, quell’amore che dovrebbe stare alla base dei vari credo religiosi!

La satira esiste da sempre, esiste da quando esiste l’umanità, ed è quello che ci permette di farci 2 risate anche su problematiche realmente pesanti, Questo attentato non è solo un attentato dell’Isis contro un giornale francese, ma è un attentato alla libertà, un attentato a chi ogni giorno dice quello che pensa, e soprattutto pensa prima di dire, un attentato a chi non si schiera dalla parte di nessuno, ma cerca di strappare un sorriso a tutti.

Questo è Ahmed, il poliziotto musulmano che è stato ucciso perchè era a protezione della redazione del giornale francese: “Charlie ridicolizzava la mia fede e la mia cultura e sono morto difendendo il suo diritto a farlo”. Il suo diritto di farlo…ecco tutto! Ritorniamo al discorso di Libertà di stampa e di espressione! e nell’articolo si parla anche di Mustafà, che pur essendo musulmano ci lavorava dentro quella redazione! E quindi? tutti ancora pronti ad attaccare i musulmani? Tutti pronti a dire che sono tutti assassini e invasati?

E allora riflettiamo prima di indignarci e prima di schierarci dall’una o dall’altra parte, ma alla follia omicida dico NO, un no detto con tutto il cuore!

 

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25 Novembre – Non è un articolo per donne

La verità…

Le Donne Visibili

Questo articolo non è rivolto  alle donne, le donne non c’entrano con la violenza di cui sono vittime.
Oggi vedrete o  avrete già visto molte foto di donne pestate oppure no, con scritte che dicono “chi ti picchia non ti ama”, che fanno sentire in colpa chi fra le donne si è scelta un compagno che poi si è rivelato aggressivo e violento e non ha ancora il coraggio di lasciarlo.
Questo articolo è rivolto invece a quegli uomini e compagni, che hanno o hanno avuto comportamenti aggressivi o violenti nei confronti delle loro compagne e famiglie.
Esistono delle strutture che vi possono aiutare, si chiamano i Centri degli Uomini Maltrattanti , si trovano in molte regioni e vi offriranno l’ascolto necessario.
Se non siete voi i diretti interessati, allora consigliateli a chi fra i vostri amici ha questi comportamenti violenti nei confronti dei suoi familiari. Fate conoscere queste opportunità di…

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