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Anche se leggermente in ritardo, vorrei parlarvi del carnevale di Putignano. Ho scelto questo perchè non ci sono mai stata, Viareggio e Venezia li conosco decisamente bene, ero indecisa fra Putignano ed Ivrea, ma visto che Ivrea dovrebbe essere più a portata di mano, ho preferito optare per la Puglia.

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Il carnevale di Putignano nasce nel 1394, è uno dei carnevali più antichi di Europa. Si narra che  i cavalieri di Malta, per proteggere le reliquie di Santo Stefano protomartire (che non è martire eh, per chi come me ha subito anni di chiesa e catechismo questa cosa sarà nota😀 ), che erano conservate nell’Abbazia di Santo Stefano di Monopoli (sì sì proprio quello del gioco eh), dagli attacchi dei Saraceni, decisero di trasferirle, scegliendo Putignano come meta.
I contadini che stavano lavorando nei campi, all’arrivo dei cavalieri con le reliquie, li seguirono in processione, e una volta arrivati a destinazione si misero a ballare e cantare, recitare in vernacolo scherzi versi e satire. Quella fu la nascita della Propaggine, che sono il cuore del carnevale!
Durante il fascismo poi per festeggiare la ricorrenza, il carnevale si è trasformato in quello che è oggi, ovvero la sfilata di carri allegorici in parata. Si racconta che il primo carro allegorico di Putignano fu costruito partendo dalla rete di un pollaio, evviva la fantasia😀

Il carnevale di Putignano comincia il 26 dicembre (giorno di Santo Stefano per l’appunto), in cui c’è la tradizionale cerimonia dello scambio del cero, la gente dona un cero alla chiesa per chiedere perdono per i peccati carnevaleschi. Ovviamente la gente dona alla chiesa eh, non il contrario…
La sera di santo Stefano c’è poi la festa delle propaggini, ovvero come accennato sopra, la recita di versi in rima in dialetto in cui si prendono in giro i potenti del paese. Questi versi sono cantati da gruppi di cittadini vestiti da contadini e con in mano gli arnesi da lavoro, proprio per ricordare il lontano 1394.

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Il carnevale vero e proprio inizia 3 domeniche prima del mercoledì delle ceneri, ogni domenica c’è una sfilata di carri allegorici rappresentanti scene di politica, cultura e societarie, locali e non.

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Il martedì grasso poi c’è la sfilata finale con il funerale del carnevale, rappresentato da un maiale.

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Al termine del funerale ha luogo la “campana dei maccheroni”, campane che suonano a lutto e gente che mangia un po’ di tutto: pasta, carne e tutte le prelibatezze locali. Dopo sta abbuffata inizia il digiuno quaresimale con il mercoledì delle ceneri (che questo succede in tutta Italia tranne dove si festeggia il carnevale ambrosiano, che i milanesi sono fighi e devono fare i diversi…).

La maschera tradizionale di Putignano è Farinella (la prima foto in cima al post) che indossa un costume con i simboli della città. Il nome deriva da una farina di legumi omonima che è tipica della zona.

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Dal 2013 la fondazione del carnevale ha imposto agli artigiani la realizzazione di carri allegorici con un tema comune, quest’anno sono stati i film di Federico Fellini.

(informazioni e fotografie sono state liberamente prese dall’web)

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