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ebbene sì…da buoni superstiziosi…mica possiamo fare la diciassettesima puntata eh😀

Vediamo un po’ cosa ci riserva la nostra rubrichina per oggi….. giriamo la ruota delle superstizioni eh………….

rullo di tamburi….

IL PANE!!!

 

Nel passato sull’architrave in pietra della bocca del forno si trovava spesso incisa una croce; la massaia si faceva il segno di croce prima di iniziare l’impasto così come segnava in croce i pani prima di infornarli

 

Il cibo più strettamente correlato alla morte è il pane, che, in quanto simbolo della vita, è sempre stato usato come amuleto contro la morte. Una antichissima superstizione imponeva che in casa non mancasse mai, anche di notte, per la sua funzione di talismano contro le forse maligne e la sfortuna, ma sopratutto per averlo a disposizione nel caso che qualcuno necessitasse improvvisamente di estrema unzione. L’usanza voleva altresì che la prima cosa che si faceva dopo la morte di qualcuno era di mettersi a fare il pane, sia come “dazio” per l’aldilà, che accompagni il defunto nel suo viaggi finale (già gli antichi egiziani ponevano nelle tombe, accanto alle mummie, del cibo), sia come rito di protezione per i parenti, però a prepararlo e a cuocerlo non dovevano essere i parenti del defunto, considerati impuri in quanto contaminati dalla morte che ha colpito la loro famiglia, ma altri vicini di casa o amici

 

la superstizione che vuole che porti male buttare via il pane, trova origine nella preghiera del Padre Nostro, per cui sarebbe offensivo verso Dio gettare (e quindi rifiutare) il “pane quotidiano” che Lui ci dona. i ragazzi si diceva che chi sciupava una briciola di pane sarebbe stato mandato a ricercarla in Purgatorio con un dito acceso

 
la superstizione invece secondo cui il pane non deve mai essere rovesciato (messo a testa in giù) ha un’origine molto complessa: nel medioevo, la paura collettiva della morte aveva creato la proibizione assoluta di toccare qualsiasi cosa che avesse avuto a che fare con i cadaveri. Si trattava anche di una tutela igenico-sanitaria. Per questo motivo al mestiere del boia era una vita molto isolata dal resto della comunità, non potendo in pratica avere contatti con nessuno. E per lo stesso motivo gli oggetti e cibi destinati al boia non dovevano entrare in contatto con quelli altui. I loro abiti venivano lavati a parte ed anche i loro cibi venivano preparati a parte. In materia di pane, i fornai avevano inventato un sistema facile per rendere riconoscibile il pane destinato al boia, così che anche nel forno di cottura, non entrasse in contatto con quello altrui. Questo sistema consisteva nel girare il pane a testa in giù, rovesciandolo. Per questo veniva chiamato il “pane del boia”, ed ancora oggi il pane rovesciato si porta dietro questo triste presagio di morte.
Quando ciò accadeva bisognava invocare Santa Brigida, sua protettrice. Perché proprio la santa svedese madre di otto figli? Forse perché la vita di colei che nel 1350 si batté per riportare il papa da Avignone fu molto austera, spesso in totale povertà. La nobile figlia di Svezia dovette mendicare spesso il pane quotidiano mescolata agli altri poveri sugli scalini delle chiese di Roma.

 

Il pane del giorno di Natale si immagina che non si raffermerà mai, e i suoi avanzi cureranno molte malattie.

 

Una pagnotta trovata bucata è presagio di morte (NON MANGIATE PIù LE CIAMBELLE DI PANE EH!!!)

Siore e siori…buon appetito😀